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la decade del quaranta

                     la tecnica

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Durante il processo raku  il pezzo è sottoposto a forti sbalzi termici per questo viene utilizzata un’argilla particolarmente robusta e refrattaria la quale possiede al suo interno dei granelli di sabbia, chiamati chamotte, che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria, dopo esser stato modellato, viene cotto una prima volta a 950-1000 °C, successivamente avviene la decorazione tramite ossidi o smalti, senza quindi l’utilizzo di pigmenti. Gli smalti si ottengono aggiungendo all'acqua, nelle dovute proporzioni, caolino e fritta. Si esegue una seconda cottura sempre a 900-1000 °C, quando il colore del forno è di un arancio chiaro tendente al giallo e i pezzi invetriati sono lucidi, si procede all'estrazione. Il forno viene aperto e l'oggetto viene preso attraverso apposite pinze e immediatamente depositato in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile (fogli di giornale, trucioli, segatura ecc.) che, bruciando a contatto dei pezzi incandescenti, provocano una  riduzione d'ossigeno. Il processo di riduzione può essere parziale o totale. La riduzione totale si ottiene chiudendo completamente il contenitore, in modo che non entri aria. L'elemento che denota il tipo di riduzione ottenuto è il colore dell'argilla non smaltata: è nera con la riduzione totale e si schiarisce nei toni di grigio a contatto con l'ossigeno. L'oggetto viene estratto nuovamente dal contenitore e immerso nell'acqua, viene poi pulito sia per eliminare i segni della combustione che per far emergere i riflessi metallici in tutta la loro iridescenza e brillantezza.

   _________neroraku